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6 luglio 2008: due tornado in Veneto

Tornado, grandine e fortissime raffiche di vento di downburst flagellano la pianura veneta

Nel pomeriggio del 6 luglio forti temporali hanno interessato le pianure del Nord-Est causando molti danni ! I temporali soprattutto multicellulari ma con qualche incidenza di fenomeno supercellare in pieno stile amerincano hanno determinato fortissime raffiche di vento di downburst, grandine di notevoli dimensioni e perfino due tornado accertati: Salboro-Padova e in Laguna di Venezia !

I cacciatori di temporali ancora una volta hanno dimostrato la loro competenza e preparazione, anche grazie ai corsi di formazione che abbiamo organizzato nel corso di questi ultimi anni e che ancora faranno parte delle nostre attività principali. I loro contributi sono stati indispensabili per poter analizzare in dettaglio questo importante evento meteorologico e per poter dimostrare la formazione di ben due tornado. Le fotografie sono state tratte dove non diversamente citato dai forum di MeteoNetwork e di MeteoTriveneto, come sempre due preziose fonti di informazione.

E' in fase di elaborazione un documento molto più ampio di questo primo articolo che sarà curato da Thunderstorms, MeteoNetwork, MeteoTriveneto con il contributo dei dati forniti dall'ARPAV che troverà ampio spazio sul nostro sito internet. Ma ora lasciamo spazio alla descrizione di quanto successo lasciamo parlare le immagini, le protagoniste indiscusse dei temporali.


Fotografia di: Dean Gill.


Le prime nubi cumuliformi si sono sviluppate sull’alta Lombardia e sul Ticino nella prima mattinata di domenica 6 luglio seguite dalla formazione di altri cumulonembi in Val d’Aosta ed alta Lombardia. Nel Triveneto le prime celle temporalesche si sono originate sulla provincia di Trento e nel loro movimento verso nord-est hanno interessato le Dolomiti venete meridionali verso le 12UTC. Contemporaneamente sulla Prealpi bresciane ad ovest del lago di Garda si sono sviluppate delle celle che hanno mostrano subito segni inequivocabili di una maggiore organizzazione.

Le prime celle sulla pianura veneta partono dalla sponda meridionale del Lago di Garda, nella parte settentrionale della pianura veronese e in quella centrale vicentina. Queste sono state le celle responsabili delle prime importanti grandinate con chicchi di dimensioni anche di 6-7 cm che sono caduti a Bardolino sulle sponde veronesi del Lago di Garda e nella zona di Bolzano Vicentino in provincia di Vicenza.

In un video tratto da YouTube e relativo alla grandinata di Bardolino si può apprezzare si vedono i chicchi di grandine dalle forme molto irregolari a confronto con un telo spiaggia steso a terra.

Fermi immagini ripresi da un video pubblicato su YouTube da elbarba77.


Alle 14UTC il temporale più occidentale inizia a spostarsi in direzione ESE deviando a destra del moto medio dettato dai venti presenti in media troposfera, e si intensifica ulteriormente mostrando connotati sempre più da supercella. Alle ore 15:30UTC la supercella dopo aver superato i Colli Berici prosegue la sua corsa verso est transitando appena a nord dei Colli Euganei. Qui l’interazione dei venti orientali presenti negli strati più bassi dell'atmosfera con i rilievi dei Colli Euganei incrementano la convergenza di basso livello e la tendenza del flusso d’aria in salita in atmosfera molto instabile ad assumere una componente di moto rotazionale, elemeno chiave nella spiegazione dell'origine dei violenti vorticosi (tornado).



Fotografia di: Marco Rabito e Lara Dalle Molle.


Tra le 15:30 UTC e le 16:00UTC la parte più intensa della supercella transita su alcuni abitati tra le città di Vicenza e Padova. La fenomenologia più importante oltre alla grandine ed all’elevato numero di fulminazioni sono sicuramente le fortissime raffiche di vento anche superiori ai 100 km/h. La stazione ARPAV di Montegalda (situato poco a nord dei Colli Euganei) alle ore 15:31UTC misura una raffica a 2m di 95 km/h e mezz’ora più tardi la stazione di Legnaro un valore di 88 km/h a 10m.


Fotografia di Gabriele Formentini Fotografia di Gabriele Formentini Fotografia di Gabriele Formentini
Fotografia di Gabriele Formentini Fotografia di Gabriele Formentini Fotografia di Gabriele Formentini

Fotografia di: Gabriele Formentini. Danni tra Montegalda (VI) ed Abano Terme (PD).


I segni dell’intensità del vento rimangono impressi sul territorio con moltissimi alberi di alto fusto piegati e sradicati in diverse località, sezioni di campi di mais completamente piegato orizzontalmente, danni alle coperture di abitazioni e fabbricati vari, un rimorchio di camion rovesciato nella zona industriale del comune di Teolo, un traliccio della linea elettrica viene abbattuto sulla tangenziale sud di Padova.

Grazie all’utilizzo delle immagini del radar ARPAV di Concordia Sagittaria è stato possibile scovare alcune delle caratteristiche tipiche della supercella. Nelle immagini di riflettività all’elevazione di 0.5° è evidente un eco ad uncino, la cui estremità meridionale rappresenta il punto in cui la formazione di un tornado al suolo è più probabile, mentre nelle sezioni verticali si può apprezzare lo sviluppo in altezza del cumulonembo che supera i 15 km di quota. Sono questi i momenti in cui la supercella si avvicina al capoluogo investendo i comuni di Abano Terme e Albignasego e la frazione di Salboro.



Immagine del radar di Teolo delle ore 15:40UTC. Fonte: ARPAV-CMT.


In una splendida animazione della supercella in avvicinamento a Mestre (VE) realizzata dall'utente Cricorte del Forum di MeteoTriveneto si può apprezzare l'evidente rotazione del temporale. L'animazione rappresenta un intervallo temporale di circa 10 minuti con uno scatto ogni 10 secondi. Le immagini sono riprese all'infrarosso. In quest'altra animazione delle immagini del satellite Meteosat Second Generation nel canale visibile ad alta risoluzione è possibile invece visualizzare la nascita e lo sviluppo dei vari cumulonembi sul nord-est. Le immagini sono ogni 15 minuti a partire dalle ore 12UTC. Copyright: Eumetsat 2008, ARPAV - Centro Meteorologico di Teolo.



Fotografia di: Silvia Mainardi. Una delle case maggiormente danneggiate a Salboro


In una situazione di danni diffusi rilevabili soprattutto nell’abbattimento di alberi anche di alto fusto lungo il percorso spiccano però le situazioni riscontrate nella località di Salboro. Qui i danni sono molto più ingenti e circoscritti nello spazio. I sopralluoghi effettuati da alcuni cacciatori di temporali hanno permesso di identificare nei danni dei segni inequivocabili del touchdown di un tornado. I fattori determinanti sono stati il ritrovamento di vari elementi verticali (alberi, recinzioni, piante di mais) abbattuti o piegati in direzioni diverse e addirittura opposte ma comunque non parallele (caratteristica che invece è riscontrabile nei danni avuti in diverse aree della pianura veneta e che quindi sono attribuibili a forti venti lineari di downburst).



Fotografia di: Francesco Dell'Orco. La rete del campo da calcio piegata in direzioni opposte


Da una prima analisi che troverà ampio approfondimento nell'apposito reportage esteso, si è potuto verificare che le tegole sono state strappate su tutte le falde del tetto e quindi non solo sulle parti esposte direttamente ad ovest, le finestre sono state infrante sia sul lato sottovento (ovest) che sugli altri lati, le persiane in plastica vengono sono state deformate pesantemente sia verso l’interno che verso l’esterno della stessa abitazione, fatto che potrebbe far pensare ad un forte vento tangenziale. Gli edifici sono le strutture più gravemente danneggiati con parte dei cornicioni e delle coperture divelte e con le facciate che hanno subito ingenti danni dovuti alla forza impattante dei detriti scaraventati contro a velocità altissime. Altre immagini sono disponibili qui.



Fotografia di: Fabio Murli. Le canne del mais piegate e spezzate in tutte le direzioni.


Il vortice del tornado dopo aver toccato terra a Salboro, si è staccato da terra, mantenendo comunque ancora una circolazione molto evidente. Alcuni cacciatori di temporali riprendono la magnificente supercella, il funnel e la circolazione tornadica in formazione. Sono i segni che da lì a poco un nuovo tornado toccherà terra: sono le 16.20UTC, le 18.20 ora legale. In questo video girato da Matteo Tramonte nei pressi di Campolongo Maggiore (VE) e tratto dal sito www.fenomenitemporaleschi.it si può apprezzare un'evidente rotazione di quella che potrebbe essere un funnel e che potrebbe aver preceduto di pochi minuti il contatto con il suolo del secondo tornado.


Foto di Head Not Found

Fotografia di: Alberto Gobbi. La supercella vista da Campolongo Maggiore (VE)


Foto di Head Not Found

Fotografia di: Matteo Chinellato. Le mammatus sotto all'incudine della supercella.


La supercella dopo aver arrecato ingenti danni si è spostata verso oriente e alle ore 16:20UTC è entrata in laguna veneta: nelle immagini del radar di Monte Grande sono evidenti un eco ad uncino come anche i segni di rotazione del mesociclone, ossia l’impronta della Tornado Vortex Signature, un gruppo di pixel con valori opposti e a fondoscala di velocità radiale che spesso sono assocaiti all’esistenza di un vortice.


Foto di Head Not Found

Immagine del radar di Teolo delle ore 16:20UTC. Fonte: ARPAV-CMT.


Alcuni testimoni hanno ripreso dall’isola di Pellestrina, da quella di Malomocco e dalla strada Romea il tornado vero e proprio che rimane a terra sotto forma di di tromba marina per oltre 10 minuti ingrandendosi fino ad assumere un aspetto corposo grazie alla quantità di acqua sollevata dalla superficie della laguna. Il tornado attraversa tutte le fasi caratterizzate dagli aspetti di tuba bianca, di un cono più ampio e scuro con tanto di nube di acqua nella parte inferiore e poi di sottile corda sinosuidale, nella fase “rope”, di dissolvimento che avviene alle ore 16.40UTC.

Fermi immagini ripresi da un video pubblicato su YouTube da Cristiano Scarpa.



Fermi immagini ripresi da un video pubblicato su YouTube da TazStorm.it.


Video di Nicola Scarpa Video di Nicola Scarpa Video di Nicola Scarpa

Fermi immagini ripresi da un video pubblicato su YouTube da Nicola Scarpa.


Mentre i due tornado si abbattono su Salboro e sulla laguna in una posizione più occidentale, in provincia di Vicenza si formano altre celle temporalesche, alcune delle quali mostrano ancora dei segni di rotazione (e quindi di natura supercellulare) senza tuttavia dare origine a fenomenologia di intensità paragonabile alla prima cella (l’inflow di queste celle è probabilmente disturbato dall’outflow della cella primaria).


Video di Nicola Scarpa

Fotografia di: Dean Gill. Il tornado nella sua fase rope.

Si chiude così una giornata incredibile con ben due tornado a terra, grandine di imponenti dimensioni ma soprattutto estesi danni da downburst in un'area ampia diverse decine di chilometri.

Gabriele Formentini